l'aquila calcio categoria

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Nella metà degli anni venti, in seguito a… L'annata fu caratterizzata da ottime prestazioni all'inizio e alla fine del campionato, rese vane da un rendimento mediocre nella parte centrale del torneo, in cui i rossoblù collezionarono una lunga serie di pareggi, perdendo terreno dalle posizioni di testa[58]. L'Aquila[5][105]. A partire dal 1940-1941, i rossoblù vennero inclusi nel girone a prevalenza umbro-laziale, al di sopra delle loro possibilità[27], e, nel 1942-1943 (ultimo campionato che si disputò a guerra in corso), si classificarono penultimi con una squadra di giovani locali, tra cui il giovane talento Italo Acconcia. L'Associazione Sportiva L'Aquila venne rifondata da un gruppo di appassionati guidati dal Dottor Antonello Bernardi nell'estate del 1994 e nel 1994-1995 fece il suo esordio in Eccellenza con un organico interamente aquilano guidato dall'ex calciatore rossoblù Pietro Ferzoco terminando il campionato in terza posizione[63]. Il motivo dello scontro è probabilmente dovuto ad un errore del capostazione di Rieti[17]. Per quasi tutti gli anni in quarta serie la dirigenza, presieduta da Ubaldo Lopardi (il più longevo presidente dell'Aquila Calcio essendo stato a capo della società per nove anni, seppur non consecutivi) prima e da Antonio Cicchetti e dal suo vice Lorenzo Natali poi, rivoluzionò di anno in anno la squadra, ma questa strategia non produsse risultati. 2019 - La società cambia denominazione in. Tra i trascinatori di quegli anni, il centrocampista triestino Aldo Di Bitonto che, arrivato nel 1952, disputò ben sette stagioni con la maglia rossoblù diventandone capitano[31]. Durante il passaggio sotto l'acquedotto romano di piazza Garibaldi, i ragazzi si sporsero dal finestrino di uno dei sedici autobus che formavano la carovana rossoblù e rimasero incastrati tra le lamiere del mezzo e le arcate dell'acquedotto[46]. Di seguito l'elenco di allenatori e presidenti della società aquilana dall'anno di fondazione a oggi. L'Aquila non inizia male, alla fine del girone di andata si trova in una posizione di classifica tranquilla, ma a dicembre i punti di penalizzazione diventano 14, poi ridotti a 7; da questo momento in poi i risultati cominciano a peggiorare, la società entra in confusione, il tecnico Perrone viene sostituito, a sei giornate dalla fine, con Giacomo Modica, per poi essere richiamato nelle battute finali. It is clearly not yet complete and all inclusive, and additions and refinements will continue to be made over time. Dal dopoguerra, lo stadio venne utilizzato in condivisione con L'Aquila Rugby 1936 e fu intitolato alla memoria di Tommaso Fattori, ex-tecnico dei neroverdi[105]. Ha subito tre fallimenti, nel 1994, nel 2004 e nel 2018. Il primo in ordine cronologico, utilizzato dal 1991 al 1994, presentava il rapace stilizzato, di profilo e ad ali spiegate. Per un intero decennio L'Aquila disputò la terza serie nazionale senza mai centrare piazzamenti di vertice, ma senza anche mettere mai in pericolo la permanenza nella categoria. Nel 1933 i rossoblù fecero il loro ingresso nel nuovo stadio del Littorio[105] (poi Stadio XVIII Ottobre), fortemente voluto da Adelchi Serena, presidente della società e podestà cittadino, e costato circa 6 milioni di lire. di Maurizio Elviretti . In occasione della XVII Olimpiade, il Fattori ospitò alcune partite del torneo preliminare di calcio e in quell'occasione la capienza fu attestata a 20.000 persone[106]. [1] In 1936, a train accident on the Terni–Sulmona railway near Contigliano, Lazio seriously injured several of the team's players and left head coach Attilio Buratti dead. Tra i record-man è doveroso citare Valdo Cherubini, bomber con oltre 440 presenze in maglia rossoblù collezionate tra gli anni settanta e ottanta[51]. Nel 1969-1970 L'Aquila, del neo-presidente Ioannucci, terminò il campionato al terzo posto, dietro Viterbese e Frosinone[40]; l'anno successivo, dopo un avvio promettente, i rossoblù si piazzarono a metà classifica[41]. Una seconda amicizia a livello regionale legava i rossoblù alla tifoseria del Giulianova, poi conclusasi per motivi ignoti. Bahasa - Indonesia; Chinese (simplified) Deutsch; English - Australia; English - Canada; English - Ghana; English - International; English - Ireland; English - Kenya; English - Malaysia; English - Nigeria; English - Nordics; La fondazione della società risale al 1927,[1][2] e nella stagione seguente fu iscritta al suo primo campionato, disputato con il nome di Associazione Sportiva L'Aquila. Clikka sulla foto ed accedi al sito. Il secondo, utilizzato dal 1999 al 2003, era costituito da uno scudo svizzero, inquartato di rosso e blu, recante la vista frontale di un'aquila in picchiata, un pallone posto di lato e il profilo del Gran Sasso d'Italia stilizzato sullo sfondo[99]; l'animale disegnato non era l'aquila reale, effettivamente presente nei territori intorno alla città, bensì l'aquila di mare testabianca già simbolo degli Stati Uniti d'America. Questa categoria contiene le 5 sottocategorie indicate di seguito, su un totale di 5. The club won promotion to Serie C2 in 1979, though again, they were relegated to amateur football status in 1982. L'unico giocatore dell'Aquila ad aver vestito la casacca azzurra della Nazionale è stato il già citato Annibale Frossi; l'esterno si mise in luce con la maglia rossoblù nel 1935-1936, in Serie B, segnando anche 9 reti, e ricevette la sua prima convocazione appena prima di trasferirsi all'Ambrosiana-Inter. A Teramo, presenti Pineto Calcio e Valle Del Vomano, mentre a Pescara ci sono Cantera Adriatica, Curi Pescara, Fater Angelini, Delfini Biancazzurri, Gladius, Penne e Pro Tirino Calcio. a 23:15. Per quanto riguarda le altre Nazionali si citano Jehad Muntasser (in rossoblù nel 2001-2002), che ha disputato 34 partite e segnato 8 reti con la Libia, e Kenneth Zeigbo (anch'esso in rossoblù nel 2001-2002), con all'attivo 3 presenze e 1 rete con la Nigeria, mentre Daniel Ola (in rossoblù nel 2002-2003) pur essendo stato convocato dalla stessa Nazionale nigeriana non è mai sceso in campo. Dopo due cambi in panchina, la squadra affidata infine alla guida di Giovanni Pagliari chiude il torneo al quinto posto qualificandosi per i play-off; proprio negli spareggi promozione, L'Aquila si riscatta superando, in due avvincenti derbies, dapprima il Chieti in semifinale quindi il Teramo in finale e conquistando, davanti ai 5.000 spettatori dello stadio Fattori (tra cui molte vecchie glorie[82]), la prima promozione in Lega Pro Prima Divisione ed il ritorno nel terzo livello del campionato italiano dopo 9 anni di assenza[83]. La promozione giunge ugualmente grazie a un ripescaggio per meriti sportivi che riporta L'Aquila tra i professionisti dopo sei anni. Il rosso-blu, come detto, aveva già fatto la sua comparsa all'Aquila prima della costituzione dell'A.S. L'anno successivo, nel campionato 1992-1993, l'undici aquilano guidato da Massimiliano Cherri, dopo aver dominato per lungo tempo il torneo, terminò la stagione con tre pareggi consecutivi finendo a pari punti con un'altra compagine, la Torres, con cui disputò e perse per 2-1 lo spareggio decisivo giocatosi nuovamente al Flaminio[58][60]. In quella stagione si misero in luce definitivamente tre giovani talenti rossoblù, il già citato Acconcia, Leonzio e Masci, poi ceduti per far cassa e ripianare il deficit in bilancio tra le vibranti proteste dei tifosi aquilani. Esclusivamente in occasione dei play-off. Ciò nonostante, nell'estate del 1993, la promozione arrivò lo stesso, grazie ad un ripescaggio per meriti sportivi e, nel 1993-1994, L'Aquila fece il suo ritorno in C2 dopo undici anni dall'ultima volta[61]. Nel 1934-1935 è stata la prima formazione abruzzese a partecipare alla Serie B, torneo in cui annovera 3 campionati consecutivi disputati negli anni trenta. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 30 nov 2020 alle 11:04. Al termine della stagione chiese ed ottenne l'ammissione in Prima Divisione[1]. Viene così allestita una rosa di grande spessore per la categoria, grazie alla partecipazione della gente aquilana sotto forma di abbonamenti, sponsor. L'anno seguente, il primo nella Lega Pro riunificata, L'Aquila chiude con un deludente settimo posto al termine di un campionato molto altalenante caratterizzato dal cambio in corsa della guida tecnica, da Giovanni Pagliari a Nunzio Zavettieri; inoltre, al termine del torneo viene arrestato Ercole Di Nicola, allora direttore sportivo dei rossoblù, nell'ambito di un'inchiesta relativa al calcioscommesse[85]. Non mancarono i periodi di crisi: per trovare i fondi destinati all'iscrizione nel campionato 1960-1961 la società dovette far cassa con la cessione della stella Agostino Di Bartolomeo al Lanerossi Vicenza[37]. Ligazóns externas. La travagliata vita del settore giovanile… 9 NOVA 2017. Sorte per motivi campanilistici (la disputa con Pescara può essere ricondotta addirittura agli anni sessanta, precedentemente alla querelle per la scelta del capoluogo regionale[125]) sono entrambe sfide molto sentite anche se sono state disputate con molta discontinuità nel corso degli anni. Per qualche stagione ancora si riuscì a giocare senza il timore della seconda guerra mondiale, anche se alcuni calciatori furono chiamati alle armi, mentre spesso erano i militari a rimpolpare le rose. Gioca le sue partite interne allo stadio Gran Sasso d'Italia-Italo Acconcia. Tutte le notizie su aquila calcio di Abruzzo24ore. La capienza originale era di 12.000 posti a sedere. A partire dal 1926 è documentata l'esistenza di un Football Club L'Aquila[5]: la squadra inizialmente vestiva una maglia a scacchi rossi e blu anche se successivamente venne utilizzata anche una maglia bianco-nera e una azzurro Savoia. O L'Aquila Calcio xoga no estadio Tommaso Fattori, inagurado en 1933 e con capacidade 10.000 espectadores. Al 1990 risale invece la formazione di un altro gruppo storico, quello del N.a.M., sigla che sta per "Nucleo anti-Marsica", dal nome della zona della provincia dell'Aquila che ospita la città di Avezzano, con la cui tifoseria c'è stata spesso una rivalità asperrima; il gruppo si è sciolto il 21 marzo 2009, dopo 19 anni di storia[122]. Milita in Eccellenza, la quinta divisione del campionato italiano. L’Aquila Calcio disputerà la prossima stagione in Prima Categoria. Mostra tutte le informazioni personali dei giocatori, come ad esempio l'età, la nazionalità, i dettagli contrattuali e l'attuale valore di mercato. Aquila: nella metà degli anni venti il F.C. L'Aquila calcio in 1^ Categoria - intervista Daniele Ortolano. Negli anni seguenti il gruppo abbandonò completamente il calcio. A partire dal 1998, anno del ritorno dell'Aquila tra i professionisti, si assistette alla nascita di molti nuovi gruppi organizzati, la maggior parte dei quali però scomparve nel giro di poche stagioni: Torcida rossoblù, I peggiori, La banda dello Sciamano e 721 s.l.m.. L'unico gruppo recente rimasto in vita per un periodo significativo è quello dei Viking che, formatosi nel 2000 si è sciolto nel 2007. Nel 1979-1980, al primo campionato di Serie C2, L'Aquila si piazzò all'ottavo posto, dopo un ottimo girone di andata ed un pessimo girone di ritorno[48]. Società Sportiva di Serie D 2016/2017 La Pagina Ufficiale de L'Aquila Calcio 1927, la società di calcio professionistico del capoluogo abruzzese. L'anno successivo, il 1945-1946, L'Aquila riprese le attività disputando il girone centro-meridionale della Serie C, classificandosi sesta. A confermarlo a Rete 8 è il presidente Daniele Ortolano. Iscriviti a: Commenti sul post (Atom) G F. Sport. Inoltre la società, gravata da impegni economici che non avevano portato al risultato sperato, dovette ridimensionare le proprie ambizioni negli anni a venire. Durante l'estate la squadra, affidata al nuovo tecnico Paolo Stringara, fu nuovamente rivoluzionata grazie all'acquisto di innesti di spessore come il trequartista Lorenzo Battaglia e il bomber Davide Di Nicola. Negli anni duemiladieci, dalle ceneri dei N.a.M., è sorto invece il gruppo Novantanove. Le dimensioni della tragedia potevano aumentare ulteriormente qualora il convoglio, rimasto in bilico sulla tratta ferroviaria, fosse precipitato nello strapiombo sottostante, cosa che fortunatamente non si verificò[17]. [87][88][89] A fine stagione la squadra viene promossa in Eccellenza essendo al primo posto in classifica (con dodici punti di vantaggio dall'inseguitrice Mutignano), al momento dell'interruzione del campionato a causa della pandemia di COVID-19. L'impianto – dotato di un campo di gioco, una pista per l'atletica (poi eliminata, e un velodromo - fu progettato dall'architetto milanese Paolo Vietti-Violi, mentre i lavori di costruzione furono diretti dall'architetto Mario Gioia e dall'ingegner Gaetano Lisio. La società passò quindi nelle mani di Luigi Galeota, la squadra venne indebolita e, dopo numerosi avvicendamenti in panchina (ben cinque solo nel 1980-1981), al termine della stagione 1981-1982 i rossoblù guidati in panchina da Corrado Petrelli e successivamente da Giorgio Bettini[49] si piazzarono penultimi, nonostante il bel gioco espresso[50], e retrocessero nuovamente in Interregionale[51]. Quest'ultimo è comunque l'unico simbolo dell'Aquila Calcio depositato presso l'Ufficio italiano marchi e brevetti (Uibm)[100] e, nonostante la sua particolarità, è sicuramente tra i più diffusi ed amati dalla tifoseria, anche in virtù dei risultati sportivi raggiunti in quegli anni. Follonica – A meno di un nuovo rinvio torna in campo domenica prossima al “Malservisi-Matteini” il Follonica Gavorrano che deve recuperare il match contro l’Aquila Montevarchi. Il 6 gennaio 1937 i rossoblù sfidarono a Milano l'Ambrosiana-Inter di Giuseppe Meazza venendo battuti 4-3 al termine di una partita epica che le cronache raccontano essere stata giocata dagli aquilani «con le unghie e con i denti»[21][22]. Il record di spettatori (12.838) è stato registrato in occasione dello spareggio tra L'Aquila e il Gualdo valevole per il Campionato Interregionale 1991-1992. Marino Bon, addirittura, perse i sensi per le gravi ferite riportate e fu dichiarato morto all'arrivo dei primi soccorritori; solo in seguito alla richiesta del presidente Centi Colella venne medicato e riuscì a salvarsi[19]. Alla fine del torneo non riuscì tuttavia a salvarsi e retrocedette in Serie C; pesò sul rendimento soprattutto la disputa dei recuperi di partite durante la settimana e la sterilità dell'attacco[16]. Nel 1947-1948 L'Aquila, guidata dall'ex calciatore Marino Bon, non riuscì a centrare l'ammissione nella nuova Serie C e si ritrovò retrocessa nel quarto livello nazionale[29], la Promozione (poi IV Serie) in cui rimase per un intero decennio. Nel 1956-1957 L'Aquila riuscì a segnare ben 68 reti in 34 incontri (con una perfetta media di 2 gol a partita, un record per la formazione rossoblù) ma riuscì a stento ad evitare la retrocessione nei campionati regionali[33]. 3^ Categoria Girone A (L'Aquila) COMANDA IL PIANOLA, SANGREGORIESE E BAZZANO INSEGUONO. Partita a fari spenti, la formazione allenata da un esordiente Stefano Sanderra (affiancato dal fratello Luca) cominciò ben presto un serrato duello in vetta con le due corazzate del girone, la Sambenedettese che poi restò indietro e, soprattutto, il Rieti che solo all'ultima giornata cedette il passo ai rossoblù, giungendo secondo a un solo punto dagli aquilani. Meno brillante fu il campionato successivo, nella stagione 1935-1936, il primo che prevedeva la Serie B a girone unico: gli aquilani conclusero la stagione al nono posto, centrando peraltro una tranquilla salvezza e mantenendo quindi la categoria[15]. Nella metà degli anni venti, in seguito all'arrivo del portiere di origine bolognese, il professor Rusconi, la squadra adottò i colori sociali rosso e blu. A tal proposito – prosegue Fabbricini – fermo restando quanto rappresentato nella nostra lettera del 30 agosto 2018, alla luce della posizione espressa da codesto Comitato Regionale, si comunica che nulla osta da parte della Federazione a che la società ASD Città di L’Aquila possa essere iscritta, in via straordinaria, al Campionato regionale di Prima Categoria”. L’AQUILA-CASTELNUOVO 2-3. “ Si, Fabbricini ha fatto il provvedimento e i rossoblu sono in prima categoria”. 10 OCRE CALCIO. La crisi dirigenziale si acuì nel 1977 e, a campionato in corso, De Felice La terza stagione di fila dell'Aquila in Serie B (1936-1937) fu segnata irreparabilmente dalla tragedia di Contigliano, un incidente ferroviario in cui morirono 8 persone tra cui il tecnico aquilano Attilio Buratti mentre tutti gli altri componenti della rosa (tredici giocatori, due dirigenti e una massaggiatore) rimasero gravemente feriti[16]. Nel finale di stagione, inoltre, si formalizzò il passaggio di consegne dal presidente uscente Gabriele Valentini all'imprenditore calabrese Michele Passarelli[66]; la nuova società si mise in luce da subito per numerose iniziative che richiamarono l'attenzione della città sul sodalizio calcistico tra cui l'inaugurazione del primo negozio ufficiale, in piazza del Duomo, e la carta di credito personalizzata per i tifosi. Il calcio ai tempi del corona virus EDITORIA IMP DIVISIONE DEL GRUPPO IMMEDYA Tel +39 085.7952108 Mail redazione@abruzzocalciodilettanti.it Testata giornalistica online registrata al Tribunale di Pescara con iscrizione n. 21/06 del 31 gennaio 2006. Aquila fucina di campioni del domani, L'Aquila ricorda il disastro di Contigliano, Tra i calciatori sopravvissuti, poterono continuare a giocare solo il portiere, Si sporgono dal finestrino del pullman e muoiono contro un pilastro di cemento, L'Aquila, il ritorno di Anikic, "quel gran gol alla Roma...". Following the 2009 L'Aquila earthquake, the club was promoted to Serie D under deliberation of the Lega Nazionale Dilettanti after it was realized the club was unable to complete the remaining two games left in the season with the club sitting at the top of the division. In the 2009–10 season, the club was promoted from Serie D to the Lega Pro Seconda Divisione. La Libia ai tempi dell'Aquila Calcio. L'Aquila ha disputato 89 stagioni sportive a partire dall'esordio in Seconda Divisione nel 1931-1932, prendendo parte a 80 campionati nazionali. Post più recente Post più vecchio Home page. L'A.S. L'Aquila: il sodalizio partecipò al campionato misto non ufficiale abruzzese, arrivando in quarta posizione[28]. Il logo è composto nella parte alta dal rapace coronato in stile svevo che campeggia sullo stemma civico del capoluogo d'Abruzzo; la parte bassa è composta da uno scudo medievale rossoblù dentro il quale trovano posto la scritta "L'AQUILA 1927" e la stilizzazione di un pallone di cuoio[101][102][103]. Con il nuovo assetto societario, la panchina affidata all'emergente Archimede Graziani ed una rosa altamente competitiva, i rossoblù si presentano ai ranghi di partenza del campionato 2012-2013 con ambizioni di promozione ma scivola, già sul finire del girone d'andata, a metà classifica. Squad / Appearances; Transfers Acquisito il titolo sportivo della ex L'Aquila Calcio, la nuova società si presta a disputare la stagione 2005-2006, sostanzialmente divisa in due parti: al termine di un girone d'andata fallimentare, la società passa dalle mani di Specchioli a quelle dall'imprenditore romano Massimo Severoni e la squadra, affidata a Francesco Montarani, sfiora per un solo punto la qualificazione agli spareggi promozione[68]. L'Aquila scese in campo con una maglia rosso-blu a scacchi, una stoffa acquistata a Pescara che si dice fosse l'ultimo colore rimasto al venditore[95]. Dopo due settimi posti consecutivi, le continue ingerenze tecniche del presidente Cicchetti (in una gara pretese di stilare la formazione) portarono alla sua cacciata e all'inizio dell'era di Euro Barattelli che guidò L'Aquila in maniera pressoché continuativa (solo in un anno la guida della società passò nelle mani dell'avvocato Nello Mariani) per cinque stagioni, venendo ricordato come uno dei dirigenti più attenti alla gestione economica del sodalizio[34].

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